L’80% dell’energia consumata dalla lavatrice serve a riscaldare l’acqua. Di conseguenza è preferibile scegliere cicli di lavaggio a temperature basse (30°- 40°).
Un lavaggio alla temperatura di 90° C comporta un consumo energetico più del doppio di un lavaggio a 40° C. Con l’utilizzo dei nuovi detersivi non è più necessario che la temperatura superi i 60° C per ottenere un bucato ottimale.
Se il bucato è particolarmente sporco si può prolungare la durata dell’ammollo: una volta che la lavatrice ha caricato l’acqua, si può spegnere l’elettrodomestico per circa un’ora, per poi riaccenderla e ultimare il lavaggio.
Una ulteriore possibilità per consumare meno è la riduzione del numero di cicli (oggi la media italiana è di circa 5,3 cicli alla settimana) utilizzando la lavatrice sempre a pieno carico.
Infine, per le lavatrici e le lavastoviglie, al momento dell’acquisto, è possibile visionare l’Etichetta energetica,dove è indicato il consumo di energia in kWh/ciclo, l’efficacia di lavaggio e il consumo di acqua.
Risparmio stimato di 21 euro/l'anno: Utilizzando la lavatrice nella media italiana si consumano 208 kWh all’anno con una spesa di circa 37,00 euro. Un uso più accorto delle temperature di lavaggio può portare a consumi più che dimezzati: 90 kWh all’anno con un costo di soli 16,00 euro. Nel caso si usino di frequente temperature di 90° C, evitandole il risparmio sale a 40,00 euro all’anno.
fonte articolo e tabella: fareverde onlus