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Data di pubblicazione: Fri, 20 Oct 2017 15:04:44 +0000
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Italia, maglia nera per le rinnovabili 2020 secondo Bruxelles


Bruxelles conferma che l'Italia sarà uno dei 5 Stati Membri a non raggiungere il target 2020 sulle rinnovabili. Il divario, circa 1,2 Mtep, sarà coperto con le importazioni di energia rinnovabile, soprattutto elettrica, da Albania, Montenegro, Svizzera e Tunisia. Nel complesso però l'UE27 potrà andare anche oltre l'obiettivo del 20%.
Avevamo anticipato la notizia già lo scorso 16 febbraio su Qualenergia.it (Paesi europei e obiettivi 2020 sulle rinnovabili) sulla base di un comunicato dell'Ewea: l'Italia è uno dei cinque Stati Membri dell'UE27 che prevede di non riuscire a conseguire entro il 2020 il proprio obiettivo nazionale di aumento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili per i suoi consumi finali di energia. Per sopperire a questo deficit dovrà acquistare all'estero l'energia 'verde' supplementare necessaria per rispettare gli obblighi del 'Pacchetto clima' europeo.

Il dato è stato confermato ufficialmente ieri, 11 marzo, a Bruxelles dalla Commissione europea, che ha pubblicato le previsioni inviate dai governi dei 27 Stati Membri riguardo alla produzione e importazione delle rinnovabili nei prossimi 10 anni (vedi tabella).

Le previsioni degli Stati Membri, ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger, "confermano che l'UE riuscirà a raggiungere, e addirittura superare, l'obiettivo del 2020", ovvero l'aumento al 20% della quota del consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili (nel 2005 - anno di riferimento - era all'8,5%, ndr). Secondo le proiezioni, si dovrebbe raggiungere il 20,3%. Si tratta, ha osservato la portavoce, di "un segnale molto positivo che dimostra come gli Stati Membri prendano sul serio la politica UE a favore delle energie rinnovabili".

Oltre all'Italia, solo quattro altri paesi (Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta) dovranno ricorrere alle importazioni di energia 'verde' per conseguire i propri obiettivi nazionali, mentre 12 dei 27 Stati Membri (comprese Francia e Gran Bretagna) prevedono sia sufficiente la propria produzione nazionale di rinnovabili, e 10 riusciranno addirittura a superare il target. Fra questi, la Germania, la Svezia, la Spagna e la Polonia. Il loro surplus nella quota di fonti rinnovabili potranno essere trasferiti agli altri paesi membri, secondo quanto stabilito dalla Direttiva 28 del 2009. In totale il surplus stimato è di circa 5,5 Mtep, cioè il 2% del totale di rinnovabili necessarie al 2020. In particolare Spagna e Germania prevedono il maggior surplus in termini assoluti, con 2,7 e 1,4 Mtep rispettivamente.

Dei paesi che hanno, invece, ipotizzato un proprio deficit di rinnovabili da coprire con le importazioni, anche da paesi terzi, l'Italia è quella che ha il gap maggiore: 1,17 Mtep su circa 2 in totale. Per molti osservatori questo dato mette in evidenza una scarsa motivazione del nostro paese nel raggiungimento dell'obiettivo rinnovabili 2020 che, come si sa, è del 17% al 2020 (5,2% al 2005).

Un punto che dovrà essere chiarito è perché il governo italiano giochi al ribasso sui potenziali nei singoli settori (soprattutto eolico e solare FV), perché non spinga di più sull'efficienza energetica (fondamentale per il raggiungimento del target rinnovabili) e perché non riesca a far superare quelle barriere "non tecnologiche" (leggasi, burocrazia ed eccesso e contraddittorietà della regolamentazione) che nel complesso potrebbero far raggiungere con facilità gli obiettivi in Italia, dove ci sono, fra l'altro, i più elevati incentivi nazionali di tutta l'Unione Europea.
Il Kyoto Club, ma anche molte associazioni di settore, ritengono che il potenziale tecnico sfruttabile al 2020 sia notevolmente superiore a quello che il governo ha indicato, forse un po' frettolosamente, qualche tempo fa: sulle rinnovabili elettriche almeno è di 130 TWh contro i 104 TWh stimati dal governo e poi c'è la grande potenzialità dell'energia termica da rinnovabili: secondo il Kyoto Club il potenziale tecnico al 2020 è di 13,4 Mtep contro i 12 di stima governativa (oggi si aggira solo a 2,42 Mtep). Già questi numeri farebbero colmare il divario.

Il governo italiano ha comunicato a Bruxelles che intende investire e generare posti di lavoro in paesi terzi piuttosto che utilizzare tutto il potenziale che ha in casa propria: prevede, allora, di acquistare energia rinnovabile e biocarburanti per circa 4 Mtep all'anno (calcolati al 2020) da alcuni paesi terzi, e in particolare fino a 1,17 Mtep di elettricità 'verde' da Albania, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

Nel rapporto italiano si prevede anche la crescita di queste importazioni in quattro tappe:

  • 61553; 0,086 Mtep nel 2014

  • 61553; 0,860 Mtep nel 2016
  • 61553; 1,170 Mtep nel 2018
•61553; 1,170 Mtep nel 2020

Ricordiamo che entro giugno tutti i paesi membri dovranno consegnare alla Commissione Europea i loro Piani di Azione Nazionali sulle energie rinnovabili al 2020, secondo un modello predisposto (action plan template).
Fonte: kyotoclub

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