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Data di pubblicazione: Fri, 15 Dec 2017 22:28:06 +0000
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Piano Casa, l'Ance boccia la nuova legge del Veneto


house.jpgDai costruttori veneti arriva la bocciatura del nuovo Piano Casa (legge regionale n. 13/2011 di modifica della legge regionale n. 14/2009) varato il 7 luglio scorso dal Consiglio regionale del Veneto (leggi tutto).

Secondo l'Ance Veneto la nuova legge presenta problemi applicativi e comporta delle discriminazioni e dei “pasticci giuridico-amministrativi”. Sotto accusa la distinzione – inserita nel nuovo Piano Casa – tra prima e seconda abitazione, che secondo i costruttori rischia di penalizzare le pratiche riguardanti edifici diversi dalla prima casa, presentate in forza della vecchia legge (n. 14/2009) poco tempo prima dell'entrata in vigore del Piano Casa bis. Queste domande restano infatti bloccate fino al 30 novembre 2011, data entro la quale i Comuni veneti possono deliberare se e con quali modalità consentire gli interventi nei centri storici e se e con quali limiti applicare la legge regionale al di fuori dei centri storici. Anzi, potrebbero essere respinte nel caso in cui i Comuni ponessero delle restrizioni agli interventi sulle seconde case dentro o fuori dai centri storici.

 




Ance Veneto: modifiche peggiorative

 

Per il presidente di Ance Veneto, Luigi Schiavo, “sarebbe stato più serio portare a scadenza la vecchia legge 14 del 2009 senza procedere a rinnovi peggiorativi che sfiorano la presa in giro dei cittadini a cui il legislatore ha concesso sino all'8 luglio scorso di presentare la pratica per poi congelarla per 4 mesi”. Secondo Schiavo “l'applicazione del Piano casa bis rischia di essere molto più restrittiva rispetto agli effetti della legge varata due anni fa, proprio per la distinzione tra prima e seconda casa, frutto di un'attività di opposizione sterile e strumentale e tutt'altro che dettata da approfondite preoccupazioni urbanistiche”.

 

Critico anche il commento del presidente della Commissione urbanistica di Ance Veneto, Filippo Mazzei. “La commissione aveva licenziato un testo condivisibile, frutto anche dell'attività di un gruppo di lavoro costituito da Ance, tecnici dei Comuni più virtuosi e dal professore Bruno Barel, esperto di urbanistica. Invece – osserva Mazzei – la versione finale, dopo le mediazioni del consiglio regionale, svuota e depotenzia il provvedimento rischiando di bloccare quella spinta al settore che si sperava di poter ottenere con il testo originario”.

fonte articolo:CASAECLIMA.COM



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