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    Data di pubblicazione: Mon, 06 Sep 2010 03:52:55 GMT+00:00
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    Approvato il nuovo conto energia 2011:taglio del 6% a quadrimestre nel 2011


    Oggi la seduta della Conferenza Unificata ha approvato la bozza di decreto per il conto energia 2011-2012. Secondo quanto dichiara Marcello Mochi Onori, segretario generale della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, all'agenzia Reuters, "Le Regioni hanno espresso l'intesa tout court senza altre indicazioni sullo schema del decreto legato agli incentivi per la produzione di energia fotovoltaica".

    L'attesa bozza per il rinnovo nel 2011 degli incentivi per il Conto Energia fotovoltaico è stata esaminata dai gruppi tecnici delle regioni nelle sedute del 22 e 24 giugno scorso e successivamente trasmessa dal Ministero dello Sviluppo alle associazioni di categoria, agli enti interessati e all'Authority.




    Lo stesso Sottosegretario Stefano Saglia ha anticipato durante la presentazione del portale corrente.it il calo graduale del 6% al quadrimestre dell'incentivo nel 2011 e 2012. Affinché il tutto sia confermato si attende però il pronunciamento della Conferenza Stato Regioni e la pubblicazione in G.U. del Decreto.

    Il tetto incentivabile sarà di 1000MW, ricordiamo che nel 2009 sono stati incentivati 1200 MW.


    Validità del nuovo conto energia
    Lasciando da parte la querelle politica che sta investendo il settore delle rinnovabili anticipiamo i contenuti della bozza del nuovo conto energia, che entrerà in vigore il prossimo gennaio e rimarrà valido sino a tutto il 2013, momento entro il quale si attende il Decreto che definirà le tariffe e le modalità per gli anni successivi.

    Secondo la bozza circolata gli impianti verrebbero divisi in diverse classi di potenza con incentivi decrescenti: da 1 a 3 kW; da 3 a 20 kW; da 20 a 200 kW; tra 200 e 1000 kW; dai 1000 kW a 5mila kW; e oltre 5mila kW. Prima un impianto superiore a 20 kWp aveva lo stesso incentivo di un impianto multimegawatt. Ora ci sono vari scaglioni, l’ultimo dei quali di 1.000 kWp a salireâ€.

    La bozza del conto energia prevede tre variazioni di tariffe nel corso del 2011, con un calo del 6% ogni quadrimestre, a partire dal primo gennaio. Alla fine dell'anno la decurtazione sarà del 18% rispetto a oggi. Scenderà di un ulteriore 6% l'anno sia nel 2012 che nel 2013.


    Potenza incentivabile fino a 3mila MW
    Riguardo la potenza incentivabile, la bozza di decreto prevederebbe un aumento dagli attuali 2 mila MW fino ai 3 mila MW. A questa potenza andrebbero aggiunti altri 200 MW per il fotovoltaico a concentrazione e ulteriori 300 MW per gli impianti integrati con caratteristiche innovative.

    Gli impianti che hanno potenza sino a 200 Kw potranno usufruire del regime di scambio sul posto anche dopo la scadenza degli incentivi

    Il Decreto specifica anche gli ambiti di cumulabilità degli incentivi con altri ricevuti da enti in conto capitale e chiarisce da subito la non cumulabilità con le detrazioni fiscali.


    DUE TIPOLOGIE DI TARIFFE
    La bozza del Conto Energia divide gli impianti in “Altri impianti†e “Impianti realizzati su edifici†Scompare la definizione di “parzialmente integrati†e di “integratiâ€che ha consentito di interpretare in modo molto ampio le prescrizioni della Guida del GSE all'integrazione, favorendo l'accesso a tariffe particolarmente incentivanti di interventi architettonicamente poco significativi. Infatti, secondo i dati forniti dal GiFI (marzo 2010), solo il 7% degli impianti installati nel 2009 non avrebbe alcuna integrazione, mentre ben il 62% degli impianti risulta parzialmente integrato, e il 31% integrato. Guardando le statistiche sotto l'aspetto della potenza installata troviamo il 32% di potenza non integrata (gli impianti a terra sono di maggiori dimensioni) il 38% parzialmente integrati e il 30% integrati. E palese che un quadro di questo tipo contrasti con l'esperienza visiva di ciascuno relativamente agli impianti poco integrati nel panorama delle città o sui capannoni industriali.


    GLI IMPIANTI SU EDIFICI
    Il decreto dedica ampia parte alla definizione delle caratteristiche degli impianti installati su edifici. Queste sono indicate nell'allegato 2 e specificano che per accedere alla tariffa gli impianti devono rispettare le seguenti prescrizioni:
    -Moduli installati sui tetti piani o coperture con pendenza fino a 5° (altezza massima rispetto al piano 30 cm)
    -Moduli complanari installati sui tetti a falda
    -Installazione su tetti differenti rispetti a quanto sopra ma con tolleranze di più meno 10°
    -Moduli utilizzati come frangisole di superfici trasparenti e collegati alla facciata

    Si specifica che pergole, serre, tettoie e pensiline non rientrano nella definizione di edificio e accederebbero ad una tariffa media tra le due.
    A migliore comprensione delle tipologie ammesse verrà predisposta una apposita guida dal GSE entro fine anno.

    PREMI
    Il nuovo decreto individua anche premi del 5% in funzione delle aree in cui sorge l'impianto (discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare ecc.) e se installato in sostituzione di coperture in eternit.

    Viene confermato il premio fino al 30% per impianti realizzati su edifici che conseguano anche un miglioramento del fabbisogno di energia dell'involucro edilizio per il fabbisogno  estivo ed invernale, anche con interventi parziali eseguiti in tempi successivi, purché ciascun intervento riduca il fabbisogno di almeno il 10%.

    Relativamente al nuovo viene introdotto un premio del 30% per un miglioramento del 50% degli indici di prestazione energetica estiva (solo involucro) ed invernale indicati nel DPR 59/09.


    IMPIANTI FOTOVOLTAICI INTEGRATI CON CARATTERISTICHE INNOVATIVE
    Un apposito articolo del decreto è dedicato alla definizione delle tariffe incentivanti per impianti realizzati con moduli e componenti speciali, sviluppati appositamente per sostituire elementi architettonici che rispondono alle indicazioni dell'allegato 4 del decreto. Per questa tipologia di impianti le nuove tariffe confrontate con quelle precedenti, riferite agli impianti totalmente integrati, sono di fatto ridotte in alcuni casi dello 0,5%. Più precisamente: da 1 a 20 kW 0,44 euro kWh; da 20 a 200 kW 0,40 euro kWh; sopra 0,37 euro kWh.

    In realtà su questo aspetto le cose si complicano perché secondo il decreto i moduli dovrebbero assolvere a funzioni fondamentali quali:

    - la protezione e regolazione termica dell'edificio (trasmittanza termica comparabile con quella del componente architettonico sostituito);
    - la tenuta all'acqua;
    - la tenuta meccanica.

    Se queste funzioni risultano assolvibili dai componenti d'involucro fv vetro-vetro, che facilmente possono sostituire gli elementi trasparenti, a parere nostro, sarebbero di difficile conseguimento, almeno nella formulazione attuale del decreto, dai componenti opachi, quali moduli per facciate ventilate o elementi di copertura opachi, quali tegole. Dalla lettura del decreto sembrerebbe che le prestazioni debbano esse assicurate dal solo modulo che integra il fotovoltaico, quando nella pratica costruttiva è il pacchetto costituente il componente edilizio che assolve questa funzione.  Sembra quasi che il legislatore voglia indirizzare l'industria fotovoltaica verso la produzione di componenti edilizi pacchettizzati con caratteristiche fotovoltaiche.

    fonte: casaeclima.it



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