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Data di pubblicazione: Sat, 24 Jun 2017 11:39:32 +0000
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FOTOVOLTAICO: IN ITALIA SUPERATI I 2.000 MW DI POTENZA INCENTIVATA CON IL CONTO ENERGIA


farm_fotovoltaica.jpgSuperati in Italia i 2.000 MW di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale con il sostegno degli incentivi in Conto Energia gestiti dal GSE.

A oggi, tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW.

La Puglia, con circa 450 MW, mantiene il primato della Regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle Regioni con maggior numero di impianti in esercizio (18.500), seguita dal Veneto, con 14.320 impianti.

Considerando le ulteriori comunicazioni che perverranno al GSE nelle prossime settimane relative agli impianti entrati in esercizio tra l’inizio di novembre e il 31 dicembre 2010, si stima che la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno con il Conto Energia potrebbe sfiorare i 3.000 MW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW contro i 720 MW installati nell’anno 2009.

fonte articolo:gse.it

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Italia, la più brava in europa per le rinnovabili termiche


ecologytree_mani.jpgL'articolo 4 della Direttiva sulle energie rinnovabili (2009/28/CE) richiedeva ad ogni stato membro UE di di fornire, entro lo scorso 30 giugno 2010, un National Renewable Energy Action Plan, vale a dire un piano d'azione nazionale, a dimostrazione dell'impegno per implementare le energie rinnovabili.

L'Italia lo ha presentato quasi nei tempi dovuti, fissando una quota significativa di obiettivi da conseguire con le rinnovabili termiche, tanto da collocarsi ai vertici della classifica europea. Un impegno ribadito anche nel recente schema di Decreto di attuazione della direttiva 2009/28/CE in cui si fissa una quota d'obbligo del 20% per i nuovi edifici (leggi).

Uno studio dell’ESTIF, European Solar Termal Indusrty Federation, ha stimato che il solare termico potrà pesare fino al 6,3% sul totale dei consumi di energia primaria. ESTIF, dall'osservazione dei piani nazionali presentati, rivela però che solo 8 dei paesi membri hanno considerato nei loro intenti nazionali la messa in opera di piani di sviluppo adeguati. Sicuramente non sufficienti a raggiungere il traguardo UE e contentare con le fonti pulite il 20% del consumo finale di energie, incluse l’elettricità, l’energia per i trasporti e quella per il calore e per il raffrescamento.

Italia, Germania, Francia, Spagna, Cipro, Grecia, Austria, Portogallo. In questi 8 paesi si può, però, scorgere qualche ambizione quando si tratta di progettazione di impianti solari termici . L'Italia, sotto questo aspetto, guadagna la postazione di capofila, seguita da Germania, Francia, Spagna e Grecia. Spesso, però, anche in alcuni di questi paesi si riscontra un ampio divario tra ciò che è politicamente annunciato e la quota considerata effettivamente realizzabile da parte delle associazioni nazionali. Con il 19%, la Grecia fissa la percentuale più alta di solare termico nella fornitura di riscaldamento e raffreddamento - un contributo solo leggermente inferiore all'obiettivo dell'associazione nazionale EBHE, Greek Solar Industrial Association, che punta ad una quota del 21%. In Germania, invece, l'associazione BSW Solar ritiene che la quota potrebbe essere il doppio (18%) di quella fissata nel piano nazionale (9%).

Ma il solare termico non risulta sufficientemente considerato in tutte le sue potenzialità, nei restanti stati. Per poter far rendere appieno la forza di questa tecnologia, è ribadito, è necessario puntare su tutti i campi di applicazione: riscaldamento e raffrescamento degli edifici e calore a basse e media temperatura per i processi industriali. Nonostante il riscaldamento abbia una quota pari a circa il 50% nel consumo finale di energia dei 27 stati membri UE, la fornitura di energia rinnovabile è ancora principalmente concentrata sulla produzione di elettricità. "Anche se tutti i piani nazionali riconoscono nel calore rinnovabile il principale componente della domanda finale di energia, gli obiettivi per questa risorsa restano nettamente inferiori rispetto a quelli di energia elettrica", ha dichiarato Xavier Noyon, Segretario Generale ESTIF, criticando quella che denuncia come “una contraddizione”.

 

Obiettivi di crescita per il solare termico soggetti a variazioni

Secondo l'indagine ISTAF, i 27 Stati UE intendono coprire, ricorrendo al solare termico, un mero 1,2% del consumo finale lordo di energia per riscaldamento e raffrescamento, lasciando scoperto un alto potenziale sfruttabile. Praticamente gli obiettivi europei prevederebbero una superficie di solere termico pro-capite di appena 0,257 mq, quando secondo Estif si potrebbe raggiungere facilmente il target di 0,8mq a testa. Discorso analogo per le rinnovabili termiche, inchiodate all'obiettivo medio europeop del 5,47% contro un obiettivo Italiano del 15,83%.

Il Piano Italiano

La parte maggiore dovrebbe essere assorbita dalle biomasse (9,18% sul totale), seguite dall'energia prodotta da pompe di calore (4,16%). Tra queste quelle aerotermiche dovrebbero fornire il maggior apporto: 3,12% sul totale dell'energia impiegata. Al solare è assegnato un ruolo di appena il 2,33% a livello nazionale.

fonte articolo:casaeclima.com

 

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Le lampadine a risparmio energetico sono pericolose se si rompono: troppo mercurio


risparmio_energetico_bulbo_cfl.jpgLe lampadine a risparmio energetico sarebbero pericolose: dai test effettuati dall'Autorità per l'ambiente della Germania è emerso che a seguito della rottura accidentale di queste lampadine di nuova generazione, i valori di mercurio superano le soglie ammesse di ben 20 volte, e ciò per una durata di 5 ore. Questo comporta gravi rischi per la salute, in particolare per i bambini piccoli e per le donne in gravidanza.

Per questo il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano chiede di abolire il divieto per le lampadine tradizionali vigente in tutta Europa. Secondo il CTCU produttori e rivenditori dovrebbero rimborsare i clienti della spesa effettuata per questi prodotti non sicuri. E poi, in base al consiglio degli esperti tedeschi, nelle stanze dei bambini, nelle scuole, negli asili o nei centri sportivi andrebbero usate solo lampadine a risparmio energetico, rese però infrangibili con un mantello di protezione o altre misure precauzionali, che impediscano una rottura della lampadina.

"Semplicemente non è accettabile che un prodotto sicuro venga vietato e sostituito da uno potenzialmente pericoloso - si legge in una nota del CTCU - La terza fase del divieto per le lampadine tradizionali è quella di maggior impatto per i consumatori, in quanto le lampadine da 60 watt sono quelle più usate nelle case. Nel caso in cui l'industria non riesca ad offrire lampade a risparmio energetico a prova di rottura e senza potenziale pericolo per i consumatori, è impensabile proseguire con il divieto per le lampadine tradizionali" cnclude Walther Andreaus, direttore del CTCU.

fonte articolo:helpconsumatori

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Dal WWF il 'dec-albero' per un Natale sostenibile


natale.jpgPer le Feste in arrivo il WWF anche quest’anno ha realizzato uno speciale “dec-albero” di Natale ‘virtuale’, un decalogo con 10 consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica del proprio Natale, dalla scelta delle luminarie al cenone della vigilia.

“Per non rovinare i nostri migliori propositi di bontà natalizia con un’impronta ecologica devastante abbiamo pensato a qualche accorgimento mirato per celebrare, anche in periodo di crisi, un Natale sostenibile senza rinunciare all’atmosfera gioiosa e alle piccole grandi soddisfazioni della festività più attesa ma che per sprechi di carta, avanzi di cibo buttati, botti che spaventano gli animali, spesso si trasforma nella festa più impattante dell’anno” – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.

1. Albero “locale” o artificiale ‘di riciclo’

2. Luminarie a basso consumo

3. No a piatti, bicchieri e posate usa e getta

4. Niente foi gras, caviale o aragoste

5. Più prodotti locali e di stagione, poca carne

6. Preferisci l’Italia a mete lontane e il treno all’aereo

7. Non regalare specie esotiche o prodotti derivati, alimentano il commercio illegale

8. Shopping in bici o con mezzi pubblici, muniti di sporte riutilizzabili

9. Elettrodomestici e apparecchi tecnologici solo se efficienti

10. Regala prodotti biologici, del commercio equo e solidale, a basso impatto ambientale e sociale o adotta una specie a rischio!

fonte articolo:ilcambiamento

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La Finanziaria è legge. Nel 2011 detrazione 55% in 10 anni


55.jpgPalazzo Madama vota la legge di stabilità nel testo varato anche dalla Camera. Non ci sono stati nuovi emendamenti e quindi il Governo chiude il capitolo della finanziaria 2011 o Legge di Stabilità, come si chiama adesso.

Tra le misure fiscali si registra la conferma della detrazione delle spese sostenute nel 2011 per il risparmio energetico, che ha impegnato gli operatori negli ultimi mesi nella sua proroga.

DETRAZIONE DEL 55% ANCHE PER I LAVORI DEL 2011

L'importo portato in detrazione per i lavori effettuati nel 2011 andrà ripartito non in cinque anni (come invece previsto per le opere effettuate nel 2009 e nel 2010), ma in dieci rate annuali di pari importo.

Il beneficio è stato introdotto per la prima volta dalla legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) e consiste in una detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef e Ires) pari al 55% delle spese sostenute lavori che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici già esistenti.

Ne sono destinatari non solo le persone fisiche, ma anche le società di persone e quelle di capitali, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le associazioni tra professionisti.

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Un Natale ecologico


xmas-door-wreath-land-blank_-_web_res.jpgUno pensa al Natale e le prima cosa che viene in mente, dopo i regali e la consequenziale corsa frenetica all’acquisto, sono gli addobbi. Luminarie, presepe e, dulcis in fundo, l’albero!

L’albero che nella storia ha subito diverse trasfigurazioni: dall’abete originale si è passati al tanto amato odiato alberello di plastica. Il primo ha un suo fascino particolare, ma comporta anche lo sradicamento di tante e tante piante che finiscono il loro ciclo generalmente in discarica (che fine ingloriosa).

Il secondo può essere realistico quanto ci pare, ma non raggiungerà mai gli standard del primo. E poi lo smaltimento di un albero di Natale di plastica non è decisamente una cosa semplicissima.

Quest’anno ci sarà però una nuova alternativa: l’albero di Natale in cartone riciclato.

Le parole d’ordine sono riciclare, riutilizzare, riproporre e ripensare. Quattro R quindi, ma vediamo nel concreto.

Riciclare in primis la varia paccottiglia composta da carta da regalo, nastri, fiocchi e così via. E, se si ha un vero albero in casa, riutilizzarlo in qualche modo: reimpiantarlo o riciclare il legno in qualche modo (sempre meglio del cassonetto!)

Riutilizzare anche la carta che c’è in casa per i pacchi. Non sarà bella come quella classica, ma almeno qualche albero (per il momento) lo si salva.

Riproporre roba che è in casa e finirà inevitabilmente al macero. Non di certo per via regalo che non sta bene, ma in qualche altro modo: pacchi, addobbi. Insomma creatività, anche per uscire dalla solita routine natalizia.

Ripensare le cose che si regalano o acquistano. Magari puntare a regali ecosostenibili, anche gastronomici. E niente letterine natalizie, le e-cards sono state inventate anche per quello!

fonte articolo:http://smartercity.liquida.it/

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GSE:TERZO CONTO ENERGIA: DOCUMENTI IN CONSULTAZIONE


logo_gse.jpgIl GSE pubblica le Regole Tecniche contenenti le modalità di attuazione delle disposizioni stabilite dal Decreto Ministeriale 6 agosto 2010 e dalla Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ARG/elt 181/10.

Il documento tecnico, finalizzato tra l’altro ad assicurare chiarezza e trasparenza verso gli operatori, definisce le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l'impianto fotovoltaico può accedere, le relative modalità di accesso, incluse quelle riguardanti i premi eventualmente richiesti.

E’ inoltre consultabile, insieme al Documento tecnico, anche la Guida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica del fotovoltaico prevista dallo stesso Decreto Ministeriale.

Come stabilito dalla normativa, è possibile inviare al GSE eventuali osservazioni alla casella di posta consultazione.FTV@gse.it, entro il 13 dicembre 2010.

Il documento tecnico e la guida predisposta, rivisti a valle degli esiti della consultazione, saranno successivamente trasmessi all’AEEG per le verifiche di competenza.


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Report: le imprese fotovoltaiche scrivono alla Gabanelli. "Trascurati i benefici del fotovoltaico"


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Non si spegne l’eco di polemiche scaturita dall’approfondimento sulle energie rinnovabili della puntata di Report di domenica scorsa. Adesso a chiedere a Milena Gabanelli, la conduttrice del famoso programma di inchieste giornalistiche di Rai 3, un chiarimento dei contenuti trasmessi è GIFI/ANIE, l'associazione che riunisce le imprese italiane che lavorano nel fotovoltaico, che le invia una lettera sollecitando “doverose precisazioni” nella prossima puntata del programma.

Il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane che fa capo a Confindustria ANIE chiede dunque che vengano veicolate ai telespettatori alcune informazioni trascurate, legate soprattutto ad un aspetto completamente ignorato: i benefici che il fotovoltaico ha creato, anche grazie alle norme previste dal Conto energia.

Non è andata giù a GIFI/ANIE quella definizione di “meccanismo perverso succhia soldi” attribuita al sistema degli incentivi alle rinnovabili e lo fa sapere attraverso un lungo comunicato stampa che spiega le ragioni che hanno spinto l'associazione a scrivere una lettera alla Gabanelli.

Fonte articolo:greenbiz.it


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Energia solare, donna rivendica la proprietà del sole ed ora vuole il pagamento della bolletta


angeles_duran.jpgSono la proprietaria del sole, ed ora pagatemi la bolletta. E’ questo in sostanza quello che chiede una donna spagnola, Angeles Duran, di 49 anni, almeno ufficialmente sana di mente. Il sole è la fonte di energia che fa funzionare quasi tutti i sistemi sulla Terra, rendendo possibile la vita stessa in quella che altrimenti sarebbe una fredda ed inospitale roccia nello spazio.
Pensavamo che il sole fosse proprietà di tutti, ed invece la signora galiziana ha registrato la proprietà della nostra più vicina stella presso un notaio locale. Duran, che ha generosamente lasciato le luci accese per tutti noi (chissà come farà a spegnerle!), ha avuto l’idea di registrare la proprietà del sole dopo aver letto di un uomo che vendeva pezzi di luna su internet. Dal momento che nessuno aveva mai reclamato diritti sul sole, ha pensato giustamente di farlo lei.
A quanto pare, in virtù del trattato internazionale, nessuna nazione può dichiarare “proprio” un pianeta o una stella ma, secondo la Duran, nulla vieta ai singoli di farlo. Infatti, tutti i documenti in questione sono stati fatti nella maniera legalmente corretta, ha dichiarato all’AFP.

"Non c’era nessun intoppo, ho sostenuto la mia pretesa giuridicamente, non sono stupida, conosco la legge. Io l’ho fatto, ma chiunque altro avrebbe potuto farlo, semplicemente mi è venuto in mente prima di altri."

A peggiorare le cose, Angeles Duran ha riferito di avere in programma di far pagare l’uso del suo nuovo giocattolo ad un prezzo modico, in proporzione alla sua utilità, ma non ha ancora reso noto il listino prezzi. Si sa solo che il 70% del ricavato andrebbe al governo spagnolo, 50% all’erario e 20% da destinare ai fondi pensione della nazione; il 10% sarebbe andato alla ricerca, il 10% devoluto alla causa della fame nel mondo, e solo il restante 10% finirebbe nelle sue tasche. Che generosità! Nell’attesa di vedere se qualcuno farà rinsavire la signora spagnola, speriamo che a nessun’altro venga in mente di privatizzare Marte, Saturno, e perché no, anche l’aria che respiriamo

fonte artivolo:ecologiae.it

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Approvato schema Dlgs per obblighi minimi su rinnovabili. La DIA lascerà il posto alla DIRE


greenjobs2.jpgPiù rigidi gli obblighi per edifici nuovi, pubblicità immobiliare con la classe energetica e qualificazione degli installatori
Rivoluzionerà il modo con cui fino ad oggi abbiamo considerato l'uso delle rinnovabili. Produzione energetica, edifici, trasporti, incentivi e anche la qualificazione dell'installatore sono toccati dallo schema di decreto legislativo, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, per l'attuazione della direttiva 2009/28/CE, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, comunemente definita direttiva RES (Renewable Energy Sources).

Il Decreto dovrà effettuare un passaggio di verifica alle Commissioni parlamentari e in Conferenza Unificata prima del definitivo varo, ma già delinea delle tappe importanti che vale la pena ricordare.

Con l'entrata in vigore del decreto per installazione di impianti per rinnovabili verrà sostituita la DIA (ora scia SCIA) indicata nel DM del 10 settembre 2010 (Linee guida sulle rinnovabili) con la DIRE (Denuncia di impianto alimentato da energia rinnovabile e comunicazione di impianto alimentato da energia rinnovabile).
Ma vedremo anche un radicale cambiamento delle abitudini progettuali. Dall'entrata in vigore del decreto ci sarà l'obbligo di coprire con rinnovabili termiche il 20% del fabbisogno di energia termica (per ACS, riscaldamento e raffreddamento) in nuovi edifici. Ogni anno successivo all'entrata in vigore del decreto tale quota salirà di un 10%.

Inoltre cesserà di essere obbligatorio la consegna del certificato energetico nelle locazioni, se l'immobile ne è sprovvisto.Ma le tappe successive riservano altre sorprese:
1 gennaio 2012: indicazione della classe energetica negli annunci immobiliari
1 gennaio 2013: nuovo meccanismo d'incentivazione delle rinnovabili elettriche tramite aste
1 gennaio 2013: obbligo di qualificazione degli installatori di rinnovabili termiche ed elettriche


Fonte articolo: casaeclima.com

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