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    BOLZANO/PROVINCIA: MARTEDI' NUOVA LEGGE SU RISPARMIO ENERGETICOAgenzia di Stampa Asca... la legg ...


    Data di pubblicazione: Thu, 29 Jul 2010 17:13:47 GMT+00:00
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    Sorpresa: il solare costa meno del nucleare

    solare-batte-nucleare.jpgIl costo dell'energia solare ha sorpassato, in convenienza, quella del nucleare che, invece, aumenterà sempre di più. Il giro di boa storico è avvenuto al prezzo di 0,16 dollari al chilowattora, pari a 12,3 centesimi di euro. A rivelarlo è un articolo pubblicato ieri dal New York Times, che espone i risultati di uno studio del professor John Blackburn, docente di economia alla Duke University, dal titolo “I costi del solare e del nucleare: lo storico sorpassoâ€. Secondo Blackburn è evidente il vantaggio del fotovoltaico, che «ha raggiunto le altre alternative low cost rispetto al nucleare». Inoltre, mentre negli ultimi otto anni il costo di ogni singolo reattore atomico è cresciuto in modo vertiginoso, passando da 3 a 10 miliardi di dollari, quello del solare sta diventando sempre più a buon mercato. Questa non è la prima volta che il ricercatore sottolinea i vantaggi delle fonti rinnovabili rispetto all'energia atomica: già in uno studio precedente aveva dimostrato che se solare ed eolico lavorano insieme, possono farsi carico delle esigenze energetiche di un territorio vasto come quello del Nord Carolina, senza che ci siano stop nell'erogazione, spesso dovuti all'instabilità di queste fonti.
    fonte articolo:metronews
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    Per il secondo Conto Energia c'è tempo fino al 30 giugno 2011 per mettere gli impianti in esercizio con fine lavori entro il 31 Dicembre 2010


    fotovoltaico-003.jpgPer poter continuare a fruire degli incentivi previsti dal secondo Conto Energia, in scadenza a fine anno, gli impianti fotovoltaici dovranno entrare in esercizio entro il 30 giugno 2011, anziché entro il 31 dicembre 2010.
    Lo slittamento dei termini è previsto in un emendamento al decreto “sblocca-reti†(Dl n. 105 dell'8 luglio 2010), approvato dal Senato e ora all'esame della Camera. L'emendamento stabilisce che “Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 19 febbraio 2007 (…) sono riconosciute a tutti i soggetti che, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 5 del medesimo decreto ministeriale, abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l’installazione dell’impianto fotovoltaico, abbiano comunicato all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei Servizi Elettrici-GSE S.p.a., entro la medesima data, la fine lavori ed entrino in esercizio entro il 30 giugno 2011â€. Viene così modificato l'articolo 2-sexies, comma 1, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3 - il cosiddetto “salva-Alcoa†-, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41.
    Tempo fino al 30 giugno
    Una volta che il decreto energia così emendato sarà approvato anche alla Camera, sarà sufficiente – per poter beneficiare delle tariffe incentivanti del Conto Energia attuale, più generoso di quello che entrerà in vigore a partire dal 2011 – che entro il 31 dicembre 2010 l'impianto fotovoltaico sia completato e sia presentata la richiesta di allacciamento alla rete, mentre per l'entrata in esercizio ci sarà tempo fino al 30 giugno 2011.
    Nuove regole dall'Aeeg
    Infine, è previsto che entro 90 giorni dalla conversione del decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisca delle regole per evitare “fenomeni di prenotazione di capacità di rete per impianti alimentati da fonti rinnovabili per i quali non siano verificate entro tempi definiti le condizioni di concreta realizzabilità delle iniziative, anche con riferimento alle richieste di connessione già assegnateâ€.
    fonte articolo:casaeclima.com

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    Detrazione 55%, ENEA pubblica le istruzioni per le rettifiche

    55.jpgDal 13 luglio scorso è possibile rettificare le domande inviate all'ENEA per beneficiare della detrazione del 55%. L'ENEA ha previsto una apposita procedura informatica per accedere al sito di invio dell'Enea e modificare la propria scheda informativa; le schede relative al 2010 sono invece già da tempo modificabili. Ora l'ENEA ha chiarito nella FAQ n. 63 le modalità operative e la tempistica per procedere con le rettifiche Modifiche anche oltre i 90 giorni dalla fine lavori L'Agenzia delle Entrate – con la Circolare n. 21/E del 23 aprile 2010 - ha previsto la possibilità per il contribuente di correggere e/o integrare, esclusivamente con modalità telematiche, la scheda informativa da trasmettere all’Enea anche oltre il termine di 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, ma non oltre quello di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione. L'Agenzia ha successivamente precisato, con la Risoluzione n. 44/E del 27/5/2010, quando e come beneficiare della detrazione anche per le spese che non risultano dai documenti originali inviati all'Enea, pertnto, come si specifica nella faq N. 63 sul sito dell'Enea il calendario delle modifiche è: - per i lavori completati nel 2007 e nel 2008 non è possibile modificare nulla; - per i lavori completati nel 2009 è possibile rettificare i dati inviati sino al 30 settembre 2010, accedendo al sito di invio 2009; - per i lavori completati nel 2010 è possibile rettificare i dati inviati sino al 30 settembre 2011, accedendo al sito di invio 2010. L'Enea avverte che non è possibile modificare le schede rimaste aperte per le quali non si è ricevuto il codice CPID in quanto risultano non inviate all'Enea perché ancora in lavorazione. Inoltre non è necessario rettificare la documentazione qualora sia stato indicato un nominativo diverso dall'intestatario del bonifico o della fattura o non sia stato indicato che possono beneficiare dell'agevolazione più contribuenti. Senza il sito dell'Enea rettifiche ai Caf Ricordiamo che con la Risoluzione n. 44/E del 27/5/2010, l'Agenzia delle Entrate ha dettato le istruzioni su come beneficiare della detrazione anche per le spese che non risultano dalla scheda originaria inviata all'Enea. Per superare le difficoltà operative dovute all'assenza momentanea della procedura informatica dell'Enea, l'Agenzia aveva previsto la possibilità per i contribuenti di presentare una dichiarazione sostitutiva di notorietà, con le correzioni o le rettifiche, ai Caf e ai professionisti abilitati.
    fonte articolo:casaeclima.it
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    Risparmiare energia: spegni, non lasciare in stand-by

    tabella_stand_by.pngLa corrispondenza in italiano del termine “stand by†è “tenersi prontoâ€. Con questo termine si indica lo stato di un qualsiasi apparecchio elettrico pronto ad accendersi e a svolgere le proprie funzioni, all’arrivo di un comando. In questo stato l’apparecchio non è in funzione ma neanche spento. Si ha quindi un consumo minimo di energia per mantenere questa condizione. Secondo la Comunità Europea, gli sprechi di energia attribuibili alla modalità stand by ammontavano in Europa a 47 TWh nel 2005, corrispondente all’elettricità prodotta da 4 centrali nucleari da 1,6 GW e a 19 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Appare evidente che lo stand by comporta un inutile spreco di energia, che in termini ambientali si traduce in maggiori emissioni di gas responsabili del riscaldamento del pianeta e maggior consumo di risorse non rinnovabili.
    Puoi risparmiare fino a 70 euro /l'anno: Il consumo complessivo di una famiglia dovuto alla funzione “standby†degli apparecchi elettronici dipende da due diversi fattori: numero di apparecchi presenti in casa e efficienza degli apparecchi stessi. Il Politecnico di Milano ha calcolato un potenziale risparmio annuo per famiglia pari a 70,00 euro eliminando lo “stand by†degli apparecchi audiovisivi e riducendo quelli degli altri apparecchi elettrici.

    fonte articolo e tabella: fareverde onlus
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    Risparmiare energia con la lavatrice: Temperatura di lavaggio a 40°


    cicli_lavatrice_fareverde.pngL’80% dell’energia consumata dalla lavatrice serve a riscaldare l’acqua. Di conseguenza è preferibile scegliere cicli di lavaggio a temperature basse (30°- 40°).
    Un lavaggio alla temperatura di 90° C comporta un consumo energetico più del doppio di un lavaggio a 40° C. Con l’utilizzo dei nuovi detersivi non è più necessario che la temperatura superi i 60° C per ottenere un bucato ottimale.
    Se il bucato è particolarmente sporco si può prolungare la durata dell’ammollo: una volta che la lavatrice ha caricato l’acqua, si può spegnere l’elettrodomestico per circa un’ora, per poi riaccenderla e ultimare il lavaggio.
    Una ulteriore possibilità per consumare meno è la riduzione del numero di cicli (oggi la media italiana è di circa 5,3 cicli alla settimana) utilizzando la lavatrice sempre a pieno carico.
    Infine, per le lavatrici e le lavastoviglie, al momento dell’acquisto, è possibile visionare l’Etichetta energetica,dove è indicato il consumo di energia in kWh/ciclo, l’efficacia di lavaggio e il consumo di acqua.
    Risparmio stimato di 21 euro/l'anno: Utilizzando la lavatrice nella media italiana si consumano 208 kWh all’anno con una spesa di circa 37,00 euro. Un uso più accorto delle temperature di lavaggio può portare a consumi più che dimezzati: 90 kWh all’anno con un costo di soli 16,00 euro. Nel caso si usino di frequente temperature di 90° C, evitandole il risparmio sale a 40,00 euro all’anno.
    fonte articolo e tabella: fareverde onlus

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    Assotermica e Assolterm chiedono al Governo di mantenere le detrazioni fiscali del 55% per il solare termico e i generatori di calore a condensazione


    55.jpgL'industria del solare termico e del riscaldamento, rappresentate in Italia da Assolterm, Associazione Italiana Solare Termico, e Assotermica, Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici, comprendenti grandi aziende italiane (o con profonde radici in Italia) termoidrauliche e piccole e medie imprese specializzate, intende portare l’attenzione del Governo sull’assoluta necessità di mantenere, nel medio termine, le detrazioni fiscali del 55% per il solare termico e i generatori di calore a condensazione.
    Come già abbondantemente documentato, questo meccanismo sta portando beneficio sia all’industria italiana, consentendo di attenuare il forte impatto della crisi economica in atto, sia al sistema paese, con un rapporto positivo costi/benefici e con un investimento strutturale in un settore ad alto valore aggiunto e quindi strategico per il futuro del paese.
    Come già dimostrato in altri documenti, se opportunamente sostenuto con misure di incentivazione adeguate, come la detrazione del 55%, introdotta dalla legge finanziaria 2007, a fronte di un investimento contenuto nel breve e medio termine, il settore del solare termico potrebbe raggiungere nel 2020 il traguardo di 1 metro quadrato installato per abitante, apportando numerosi benefici, diretti e indiretti, all'economia del nostro paese, tra i quali:
    OCCUPAZIONE. Il settore potrebbe facilmente garantire al 2020 un'occupazione sul territorio italiano pari a più di 150.000 posti di lavoro a tempo pieno.
    RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AL 2020. Il settore presenterebbe una crescita media annua del 35% fino a raggiungere nel 2020 un totale installato di 42 GW termici con un risparmio di 3,6 Mtep, pari al 25% dell'obiettivo complessivo al 2020 sulle rinnovabili.
    GETTITO FISCALE. Proporzionalmente alla crescita delle vendite aumenterebbe anche il gettito fiscale in termini di maggiori imposte come Iva, Ires e Irap.
    RIDUZIONE DELLE BOLLETTE ENERGETICHE. Un adeguato sviluppo del settore permetterebbe di sostituire o integrare le caldaie convenzionali nelle nostre case con notevoli benefici sulle bollette energetiche.
    GREEN ECONOMY E CREAZIONE DI UNA FILIERA INDUSTRIALE. Il settore potrebbe in questo modo contribuire significativamente allo sviluppo di una green economy nel nostro paese creando una filiera industriale, innovazione tecnologica e nuova imprenditorialità.
    RIDUZIONE DELLA DIPENDENZA DALL'ESTERO E DALL'ENERGIA FOSSILE.Allo stesso modo la tecnologia della condensazione, applicata ai generatori di calore, consentirebbe inoltre di colmare quel gap che oggi vede un parco caldaie di circa 19 milioni di pezzi, in massima parte con rendimenti molto bassi e caratterizzati da consumi ed emissioni elevate.

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    La famiglia ecologica: più verdi e meno al verde


    green_family_free_digital_photos.jpgPiù verdi e meno al verde
    Tutti ne parlano ed è sempre più di moda: l'onda verde, ovvero il vivere ecologico, è diventato quasi un must. Sarà un bene? Finché il rispetto dell'ambiente si traduce in scelte superficiali e modaiole c'è poco da essere soddisfatti. Invece, mettere in pratica comportamenti utili e vantaggiosi serve a noi e al bistrattato pianeta in cui viviamo.
    Cosa significa in pratica avere un comportamento ecosostenibile? Senza dover affrontare sforzi titanici né fare dell'ambiente il proprio unico pensiero, tutti possiamo dare un importante contributo. Non solo ci sentiremo soddisfatti, in più lo stile ecologico ci ripagherà: proprio in moneta. Ecco qualche esempio.
    L'energia di casa innanzitutto
    Ridurre gli sprechi energetici è il modo più efficace per essere ecologici e risparmiare. Abbassare la temperatura del riscaldamento o alzare quella del condizionatore, per esempio, incide sensibilmente sulla bolletta di gas e luce, senza costare fatica.
    Muoversi con il mezzo migliore
    Un'altra voce importante è legata agli spostamenti. Alcuni comportamenti eco garantiscono un risparmio immediato. Per esempio, cambiando le nostre abitudini, possiamo coprire molti percorsi in bicicletta o con i mezzi pubblici, eliminando i costi dell'auto. Non è obbligatorio rinunciare alla macchina, è sufficiente usarla il meno possibile: basterebbe pensare a quanto potremmo risparmiare l'anno.
    Saper scegliere gli acquisti
    Il cibo è una delle prime voci del bilancio familiare. Preferire frutta e verdura locale (avete mai sentito parlare dei Gas, i gruppi di acquisto solidale?), magari da coltivazione biologica, è un altro modo per ridurre il proprio impatto ambientale e anche per risparmiare qualche soldo.
    Ridurre i rifiuti
    La produzione di rifiuti nel nostro Paese è in costante aumento. Prima di gettare in pattumiera gli imballaggi dovremmo pensare a quanto in fretta diventano rifiuti e quanto lentamente si biodegradano. Ecco perché è importante osservare scrupolosamente i consigli del proprio comune per la raccolta differenziata (anche dei Raee, i rifiuti elettronici).
    Non sprecare acqua
    Non sempre siamo consapevoli di quanta acqua sprechiamo inutilmente ogni giorno. Per rendervene conto provate a raccogliere in una bacinella i litri dispersi mentre vi lavate i denti: vedrete con i vostri occhi quanto sia utile chiudere il rubinetto per un paio di minuti. Sull'acqua si può anche risparmiare. Bere quella del di casa riduce gli imballaggi in plastica e abbatte la spesa familiare di oltre 200 euro ogni anno.
    fonte articolo:altroconsumo

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    Altroconsumo:11 euro risparmiati per ogni punto luce sostituito con lampade a basso consumo


    risparmio_energetico_bulbo_cfl.jpgDa settembre 2009 non è più possibile trovare in commercio, in Italia e in tutta Europa, le classiche lampadine a incandescenza da 100 W o più. Seguirà l'abolizione progressiva degli altri wattaggi, poi, dal 2012, il bando totale. Il passaggio alle fluorescenti richiede qualche precauzione ambientale, perché contengono metalli pesanti, difficili da smaltire. Il problema può essere risolto con un sistema capillare di recupero e riciclo, che proprio in questi mesi comincia ad avviarsi.
    Ce n'è per tutti gli usi
    Le lampadine a risparmio energetico non presentano pericoli particolari. Attualmente sono in grado di sostituire quelle a incandescenza in tutto e per tutto: sono prodotte ormai praticamente in tutti i formati e ingombri e con gli attacchi più diffusi. Sarà molto raro, quindi, che insieme alle vecchie lampadine ci troviamo costretti a buttare via anche la lampada: basta scegliere il modello corretto.
    Il risparmio ammortizza il prezzo
    Resta lo scoglio dei prezzi, ancora elevati. Il tipo di luce scelta fa la differenza: una lampadina che offre una tonalità di colore calda in genere costa di più. Anche la forma incide sul prezzo: un modello più curato di quella a tre tubi (non molto bella e voluminosa) in genere è più caro. Come dimostra il nostro test, però, queste lampadine sono un valido alleato nella lotta al carobolletta. Nel giro di qualche mese il costo di acquisto viene ammortizzato dal risparmio sull'energia. Alcuni modelli, in un anno, ci fanno risparmiare più di 11 euro sul singolo punto luce.
    Efficienza e sicurezza
    Abbiamo testato 18 lampadine di intensità media, vale a dire tra 500 e 1.000 lumen, con potenza tra 11 e 15 Watt. Oltre a valutarne l'efficienza, la durata e il risparmio, abbiamo verificato anche la sicurezza elettrica, cioè se le parti di ogni singola lampadina sono ben isolate, in modo da non provocare rischi quando si avvitano. Siamo stati severi e un modello non ha superato la prova.
    Cosa aspetti a cambiare le luci di casa tua?
    Fonte articolo:altroconsumo

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